Le radio di una volta

Prima di cominciare.
Vi ricordo che me lo avete chiesto voi di scrivere qualcosa sulle radio. Non mi prendo nessuna responsabilità! :-)

Porto il mio ultimo lavoro "Nuvole straniere " in promozione radiofonica . Faccio un'intervista in studio con un famoso "dj". Due domande, e poi manda in onda la canzone. Parte il brano e lui si TOGLIE LE CUFFIE!!!. Mi chiede a microfono spento, se voto Berlusconi. Ma sei cretino? Nemmeno ascolti la canzone che mi è costata notti insonni per trovare un testo intelligente e della musica originale? Allora sei proprio tarato nel cervello! Scommetto che se davanti a te si spoglia una bella ragazza, ti copri i gli occhi e ti metti a parlare di politica... vero? E tu dovresti essere quello che crea una moda, fa cultura, e porta avanti la buona musica? Non sai suonare nemmeno una ringhiera! Ma trovati un bel posto in fonderia, che fai meno danni.

Forse sarà per l'età, ma io c'ero. Avevo l'età giusta per vedere capire e partecipare alla nascita delle prime radio private. Canzoni non ne scrivevo ancora, ma come molti appassionati di musica, la mia camera era piena di dischi in vinile. Conoscevo a memoria tutte le formazioni dei gruppi, come oggi gli appassionati di calcio conoscono i nomi dei giocatori. Ero studente all'università di Padova, e sono stato una delle prime voci in onda sulle radio del Veneto e del Trentino. Era tutto molto sperimentale e piena di entusiasmo. I trasmettitori, erano vecchie glorie dell'esercito ritarate su frequenze civili. Devo avere ancora da qualche parte una fattura di un certo: " Rossi Vasco " elettrotecnico di Zocca, che sistemava e vendeva questi primi catorci.
Ovviamente si faceva tutto per amore e passione. Non si guadagnava una lira. Si chiamavano radio libere. La pubblicità non era padrona di nulla, la musica invece regnava sovrana. In un'ora di programmazione, c'erano forse tre o quattro spot di pizzerie o parrucchierie. Quando arrivava una telefonata di un ascoltatore, era un evento. Ci si guardava stupiti, e scoprendo che magari telefonava da 100 chilometri di distanza, gli si mandava anche un panettone in omaggio. Poi tutti a congratularsi, su quanto fosse potente la nostra frequenza.
Nel 1979, quando uscì il mio primo 45 giri: " stasera l'aria è fresca ", le radio private furono determinanti. Erano i programmatori che spingevano senza nessuna pressione dall'esterno. Solo per il gusto della scoperta di qualcosa di nuovo e la voglia di condividerlo con gli altri. Era come l'influenza Aviaria.
Un ragazzo di Torino, andava in vacanza a Palermo portandosi dietro i dischi più amati e contaminava tutti. Telefonava alla radio locale e chiedeva uno spazio che gli veniva festosamente concesso. Trasmetteva ciò che più gli piaceva.
Io scoprivo di essere famosissimo in una provincia, e sconosciuto a 40 chilometri di distanza... la radio locale che mi trasmetteva non arrivava fino a lì!
Il vecchio West selvaggio! Prima i coloni che si fanno ammazzare dagli indiani, ma aprono le strade, poi i commercianti, che bisogna pur sfruttare questo nuovo mondo no? Dargli delle regole, metterlo in riga! Farci qualche soldino…
Infatti non si vive di solo entusiasmo, ed allora apri anche agenzie di vendita pubblicitaria. Nessun problema! Si trasmetteva comunque buona musica, e per vivere si prestava la voce a qualche spot.
Le case discografiche nel frattempo, si erano accorte di questo nuovo fenomeno e iniziarono a mandare dischi gratis (che bella parola!). Fino ad allora, le radio avevano in maggior parte vissuto sui vinili di chi programmava.
Sembrava brutto non ringraziare in qualche modo... e poi era un bel risparmio no? E da allora perché non trasmettere una o due volte anche quello che non ti faceva proprio impazzire? In fin dei conti la radio vive di musica. (Quanti CD ha comperato la vostra radio lo scorso anno?? E quanti in omaggio? Dai.. onestamente!)
Da lì, il passo è breve. I promoter delle Major discografiche, scoprirono che con qualche piccolo regalo ai DJ piu seguiti ,,, (un viaggetto, biglietti gratis per concerti, cesti di Natale ecc. ecc.) i dischi mediocri, diventavano magicamente: " l'ultimo eccezionale evento musicale dell'anno ". E la gente pensava: " mah! A me, me pare una stronzata... ma se lo dice lui che se ne intende, sarà vero! ".
E arriva il GENIO che coniò il termine: " radio commerciale ". In un colpo solo, sono a posto sia la coscienza che il portafoglio.
Il ragionamento è semplice. Io trasmetto la musica e faccio promozione... cioè, vi faccio vendere dischi e guadagnare. Se volete questo servizio mi dovete pagare! Giusto! Noi ti paghiamo, e tu trasmetti quello che vogliamo noi.Giusto! Ma gli appassionati di musica? I liberi programmatori? Il gusto della gente?... nessun problema, le generazioni cambiano in fretta. Tu abituali a sentire immondizia, e loro si abitueranno a mangiarla.
Il mondo è basato sul commercio, si sa...te lo devo dire io? Si compra e si vende di tutto: droga, organi umani, sogni, cultura, amore, e allora perché non la musica? Tanto qualche cretino con una tastiera elettronica ed un computer si trova un tanto al chilo. Che ci vuole a farlo diventare famoso per una stagione e poi trovarne un altro? Siamo Forti!! Siamo Potenti!! Con noi i dischi li vendi di sicuro!!! Gli facciamo una testa cosi' ogni giorno!!!
Vi sembra un ragionamento amaro? Davvero?
Fatemi un piacere, accendete la radio. Non importa quale stazione, ma ascoltate attentamente per dieci minuti le canzoni. Ascoltate il testo (se lo capite in inglese), ascoltate la melodia e l'armonia... (sapete cosa sono?). Adesso ditemi pure che mi sono sbagliato! Pensate veramente che chi trasmette oggi, ascolti veramente le canzoni che trasmette? Le conosca, le ami?
Poco tempo fa viaggiando in macchina, ho ascoltato stupito e divertito, un brano italiano di un gruppo emergente. Il testo ad un certo punto diceva romanticamente: " la mattina quando vai in bagno, il rumore dell'acqua mi ricorda ruscelli di montagna ". Cioè: Lei tira lo sciacquone e lui si commuove. Lo giuro! Ho telefonato alla radio chiedendo se avevano sentito il testo della canzone appena trasmessa. Mi hanno chiesto: quale canzone? Noi abbiamo una scaletta programmata, si rivolga alla direzione.
I grossi network radiofonici lo negano, ma per programmare un brano nuovo vogliono un mucchio di soldi.Siamo Forti!! Siamo Potenti!! Con noi i dischi li vendi di sicuro!!! Gli facciamo una testa cosi' ogni giorno!!! Prima devi mandare il CD, poi ti telefoniamo, e facendoti i complimenti, ti facciam parlare con l'ufficio commerciale. Il conto è presto fatto. Per un mese di programmazione nazionale, ci vogliono € 7000 (in amicizia ovviamente... se no è molto di più), e ce ne sono almeno quattro che devi coprire... si arriva a € 28.000. Ma quanti dischi devo vendere per pagare una cifra simile?
Un artista medio guadagna 2 € e mezzo a CD venduto. Per andare pari deve venderne almeno 11.200 (undicimiladuecento). Vi garantisco che è una cifra difficile da raggiungere. A quel punto fatti due conti, timidamente chiedi: " ma se il disco vi piace, non potreste trasmetterlo qualche volta gratis? "- " sì, il disco è molto bello, ma purtroppo, dobbiamo deluderla, il suo lavoro non è conforme alla nostra linea editoriale... "
E tanti saluti a casa. :-) :-) :-)

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