Prima gattonare, poi camminare

ed infine correre!

Sono colpito, stupefatto, quasi divertito, anzi mi viene proprio da ridere. Per anni ho suonato con giovani musicisti che venivano da molte esperienze musicali e moltissimo studio sullo strumento. A volte arrivavano al jazz e poi umilmente tornavano "indietro" per reimparare. Interpretare una semplice canzone, e farlo bene sembra facile, ma non lo e'.
C'e' il tocco, l'interpretazioene, il sentimento, tante componenti che devono coincidere. Quando hai imparato questo (e ci metti anni ) puoi sperimentare nuove forme, e se sei geniale e molto preparato, può' darsi che ti inventi qualcosa di nuovo. Dico può' darsi, perche' in realta' il massimo che potrai fare e' imparare a sbagliare meno. Ho visto sul palco di S.Remo gruppi e solisti che "eseguivano?" brani sperimentali. Testi sperimentali su melodie sperimentali, cantati sperimentalmente. Io non affido la mia macchina ad un meccanico che fa esperimenti, ma ad uno bravo. Se devo farmi curare vado da un medico bravo e se fa esperimenti sulla mia pelle lo denuncio. La stessa cosa vorrei farla con le mie povere orecchie. Posso sembrare antiquato,
ma se dopo tanti anni che sto in questo ambiente non capisco un testo, rabbrividisco all'armonia, non trovo la melodia, e il cantante mi fa venire il latte alle ginocchia, sono quasi sicuro che non lo ritroverò' negli annali della musica, ma in qualche miniera di carbone in Belgio! Il consiglio e' uno solo: ricominciare da capo. Con le canzoni di Battisti, magari, ma per favore attenzione all'interpretazione, al ritmo, al testo, alla melodia e a tutte quelle bazzeccole che fanno poco "sperimentale" ma tanto " musicale".

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